Gramsci e Rivoluzione d’Ottobre a Palmi
11 novembre 2017 Share

Gramsci e Rivoluzione d’Ottobre a Palmi

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Si è svolta a Palmi mercoledì scorso, ospitata dal Comune e davanti a un pubblico numeroso e attento, una manifestazione culturale dedicata a un duplice anniversario: i 100 anni dalla Rivoluzione d’Ottobre e gli 80 anni dalla morte di Antonio Gramsci, il marxista sardo da alcuni decenni riconosciuto in tutto il mondo come il maggiore e più studiato e tradotto pensatore italiano dai tempi di Machiavelli.

A parlare delle due ricorrenze, e di Gramsci quale originale interprete della Rivoluzione russa del ’17, è stato chiamato su una iniziativa di Mihaela Ciobanu, studentessa della Università della Calabria, un docente dell’Unical, il  Guido Liguori, che insegna Storia del pensiero politico nell’ateneo calabrese e ha curato di recente una antologia gramsciana intitolata Come alla volontà piace. Scritti sulla Rivoluzione russa (Castelvecchi editore). Proprio il tema della volontà, dell’importanza dell’azione soggettiva per il giovane Gramsci (che nel 1917 aveva solo 26 anni) è stata sottolineata dal relatore, che ha anche aggiunto come, nella maturità, il marxista e comunista sardo facesse una vera “rivoluzione del concetto di rivoluzione”, basata sulla comprensione della non ripetibilità della rivoluzione russa nei paesi avanzati, dopo il potere può e deve arrivare sulla base in primo luogo della conquista delle coscienze, del consenso, e su un allargamento ed elevamento della cultura delle masse.

Dopo la relazione del Liguori sono intervenuti i rappresentanti locali di alcune forze politiche (Joseph Condello per Rifondazione Comunista, Francesco Stilo del nuovo Pci, Leo Nocera del Movimento comunista meridionale) e diversi cittadini ed esponenti storici della sinistra di Palmi (tra i quali Ninì Sprizzi, a lungo Consigliere regionale), che hanno insistito sulla attualità della visione gramsciana, in grado di coniugare democrazia e socialismo, di mettere insieme intellettuali e classi popolari, e di aiutare la sinistra odierna a uscire dalla situazione di crisi e frantumazione, nella quale molti non si riconoscono nel “nuovo corso” renziano e auspicano il ritorno ai valori della sinistra del passato.