Primo Consiglio regionale per Gallo: «Non voglio pensare ci sia dietrologia»
14 novembre 2017 Share

Primo Consiglio regionale per Gallo: «Non voglio pensare ci sia dietrologia»

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È il primo ingresso per Gianluca Gallo in Consiglio regionale dopo la sentenza dello scorso 6 novembre che gli restituiva il suo seggio in Consiglio, occupato da Giuseppe Graziano.

«Qualche tempo fa – inizia il suo intervento Gallo – Wanda Ferro chiese scusa per il ritardo con il quale arrivò a sedere tra questi banchi. Io sono stato orgogliosamente con te candidato. L’altro giorno i miei avvocati mi hanno comunicato la notizia che la Corte d’Appello aveva depositato la sentenza e veniva rigettato l’appello della controparte, anche se il 12 maggio 2015 c’era già stata la sentenza ed ero stato sostituito al consigliere Graziano. Dopo la notizia c’è stata gioia ed amarezza per le lungaggini di un procedimento che secondo le leggi dello Stato va deciso con urgenza in ogni grado del procedimento. Quella lungaggine deve far riflettere noi tutti perché noi tutti abbiamo bisogno di rifondare un sistema e noi, che siamo classe dirigente, dobbiamo partecipare a rifondare questo sistema, altrimenti non c’è certezza per nessun cittadino che inizia un percorso giudiziario. Se accade ciò per una causa che riguarda questioni fondamentali per la massima assise calabrese, immaginate cosa accade ad un cittadino che intraprende una causa, con una rimessione degli atti della Corte costituzionale sulla base di un precedente molto chiaro la 309 del’91 e con termini di definizione del procedimento in sede di sentenza che non trovano precedenti in altre circostanze che riguardano procedimenti elettorali».

Gallo continua ad essere moderato nei toni anche se promette di essere chiaro e deciso. La stoccata, seppur elegante, arriva quando cita la dietrologia, che si traduce in complotti, trame oscure oppure intenzioni diverse da quelle dichiarate. Troppe esasperanti lungaggini e chi vuole intendere, intenda, insomma: «Da uomo delle istituzioni non voglio pensare che ci sia dietrologia. Voglio solo dire che è necessario che ci sia certezza dei tempi. Quella stessa chiarezza che in quest’aula faremo come opposizione».

Gallo resta all’opposizione: «Io mi iscrivo al gruppo CdL e cercheremo di fare chiarezza anche in termini di collocazione politica all’opposizione. Nel 2014 facevo parte dell’Udc e inseguimmo il presidente Oliverio, cercammo con il segretario Cesa di ripristinare un quadro nazionale con il Pd. Le circostanze furono diverse e decisi di entrare nell’alveo del centrodestra chiedendo scusa per gli errori commessi. Ritengo sia giusto svolgere un ruolo nell’opposizione assegnatoci dai cittadini durante le elezioni».

Non manca Cassano nel primo discorso di Gallo in Consiglio: «In ultimo, con la mia presenza in aula ritorna la presenza della mia città, della quale sono stato sindaco, Cassano Ionio, ritorna l’area del Pollino e della Sibaritide perché Cassano è un po’ cerniera fra Pollino e Sibaritide. Manifesto immediatamente la mia volontà di sostenere il processo fusione tra Corigliano e Rossano senza volermene impadronire, ma evitando anche che altri se ne facciano proprietari, perché nessuno è proprietario delle istituzioni. L’idea è quella di lavorare insieme, se possibile, con spirito di collaborazione essendo rigorosi, come giusto sia».

Erminia Zuccaro