Papasso in lacrime al TG
23 novembre 2017 Share

Papasso in lacrime al TG

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Gianni Papasso, l’ex o quasi ex sindaco di Cassano si sfoga. Non vuole nascondere le lacrime in tv e non vuole arrendersi nelle dichiarazioni nero su bianco rilasciate dopo una notte insonne.
«Ci sono riusciti: dopo i dossier – afferma Papasso – le infamie, le trappole, dopo la persecuzione e la crocifissione, i miei avversari ed oppositori esultano. Sono stato “cacciato” nuovamente dal comune. Questa volta hanno utilizzato lo stato».
Parlano di stato con la esse minuscola.
E non è un lapsus che porta bene. Si deve credere nello Stato e nella giustizia, e un uomo che ha indossato la fascia tricolore, il rispetto dello Stato lo deve ai suoi concittadini.
Parlare di persecuzione e di crocifissione potrebbe far pensare ad un delirio di onnipotenza, ma ci sta, è un boccone amaro da mandare giù.
«Pur di eliminarmi – continua Papasso – hanno fatto in modo di far sciogliere il consiglio comunale per mafia. Una gravissima offesa ed umiliazione per la città. Sono prevalsi interessi palesi ed occulti. Addirittura qualcuno ha anche scritto che il liceo di Cassano era ad alto tasso criminale: come si permette!».
Per Papasso: «È stata commessa una gravissima ingiustizia non solo nei miei confronti ma, soprattutto, nei confronti dell’intera popolazione di Cassano/Sibari. Siamo stati sempre dalla parte della giustizia, della trasparenza e della legalità».
Cassano all’Ionio (e non Cassano/Sibari) saprà reagire.
Se lo Stato, quello con la esse maiuscola, ha fatto degli accertamenti avrà modo di fornire le proprie motivazioni, soprattutto alla quasi totalità dei cittadini onesti di Cassano.
«La mafia l’abbiamo combattuta con determinazione e con azioni concrete. Siamo stati vittima dei delinquenti e di quelli che non vogliono il progresso della città. La nostra coscienza è pulita e trasparente. Continueremo a camminare a testa alta».
E allora un cittadino onesto, a questo punto, in una ipotetica assemblea cittadina potrebbe alzare il dito, chiedere la parola e dire: «Ma perché allora non li avete denunciati voi stessi i delinquenti e quelli che non vogliono il progresso della città?».
Ma l’assemblea non c’è e la domanda non si può fare.
«Non è finita qui. Ci difenderemo in tutte le sedi – chiarisce Papasso – con la forza, l’abnegazione e la passione con cui abbiamo amministrato il comune. Ci difenderemo fino alla morte! Grazie al popolo di Cassano che con uno straordinario risultato elettorale mi ha eletto sindaco di questo straordinario comune. Grazie per la grande solidarietà e l’incoraggiamento ad andare avanti che sto ricevendo in queste ore».
Erminia Zuccaro

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