Cassano: Arrestato Bruno per tentata estorsione, ma ora graverebbe su Papasso l’ipotesi di corruzione
5 gennaio 2018 Share

Cassano: Arrestato Bruno per tentata estorsione, ma ora graverebbe su Papasso l’ipotesi di corruzione

image_pdfimage_print

Tentata estorsione aggravata continuata è l’accusa mossa nei confronti di un 33enne accusato di aver “preteso” un posto di lavoro dall’ex sindaco di Cassano all’Ionio, Gianni Papasso, in cambio del proprio sostegno alle ultime consultazioni comunali del giugno 2016.

I Carabinieri della Compagnia di Corigliano hanno disposto immediatamente gli arresti domiciliari.

L’attività investigativa, svolta dai Carabinieri della Tenenza di Cassano all’Ionio con il coordinamento del Procuratore della Repubblica di Castrovillari, Eugenio Facciolla e del Sostituto, Angela Continisio, è stata avviata a seguito di varie denunce presentate dall’ex sindaco del Comune di Cassano all’Ionio, Giovanni Papasso, che lamentava di aver ricevuto numerosi messaggi intimidatori sia sulla sua utenza mobile che su quelle in uso ai suoi amministratori comunali e conoscenti.

Le investigazioni condotte hanno consentito di individuare l’autore di tali messaggi minatori nel pregiudicato Francesco Bruno (classe 1984).

Specificatamente, il quadro probatorio a suo carico – elevato dall’Autorità Giudiziaria al rango di gravi indizi di colpevolezza – si fonda sull’analisi dei tabulati telefonici corroborata da attività tecnica intercettiva, sull’acquisizione di diverse registrazioni dei sistemi di video-sorveglianza nonché sul rinvenimento ed il successivo sequestro nell’abitazione dell’arrestato di un cellulare contenente alcune conversazioni e messaggi estorsivi rivolti all’ex sindaco Papasso.

È stato, inoltre, possibile accertare come l’indagato abbia ripetutamente utilizzato una cabina telefonica pubblica per l’invio di alcuni dei messaggi intimidatori.

Dalla ricostruzione operata dall’Arma di Cassano all’Ionio le ragioni di tale condotta delittuosa sarebbero da ricercare sulla pretesa dell’arrestato di ottenere un posto di lavoro dall’ex sindaco Papasso, verosimilmente, nel settore della raccolta e dello smistamento dei rifiuti, in cambio del suo sostegno elettorale a favore della lista di Papasso alle ultime elezioni amministrative del Comune.

Ma oltre al danno ecco la beffa.

Nonostante le querele presentate da Papasso, sotto la lente della Procura sono finite anche una serie di messaggi non oggetto di denuncia da parte dell’ex sindaco di Cassano all’Ionio e dal contenuto ambiguo.

Pare che l’allora candidato a sindaco non ebbe la lungimiranza di cancellare messaggi “scomodi”, che ora sarebbero al vaglio degli inquirenti.

Un comportamento che ha insospettito, portando ad approfondire una vicenda che resta ancora con i contorni non del tutto definiti e perciò oggetto di indagini finalizzate a far luce sull’ipotesi di corruzione elettorale contestata a Bruno e all’ex sindaco in relazione alle elezioni del 5 giugno 2016.

A Bruno si contesta di aver più volte tentato di “estorcere” un posto di lavoro al neo eletto sindaco Papasso.

Su Papasso graverebbe, invece, l’ipotesi di corruzione.

Un sindaco che non sarebbe, altrimenti, diventato sindaco?

Erminia Zuccaro