Cassano sciolto per mafia, Corigliano si salva
22 novembre 2017 Share

Cassano sciolto per mafia, Corigliano si salva

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Game over. Il Consiglio comunale di Cassano all’Ionio è stato sciolto per infiltrazione mafiosa.
Il Consiglio dei Ministri si è riunito oggi, alle 16 a Palazzo Chigi, sotto la Presidenza del Presidente Paolo Gentiloni.
E nel corso del Consiglio dei ministri numero 57 è stato disposto lo scioglimento per infiltrazione mafiosa dei comuni di Cassano allo Ionio, oltre che di Lamezia Terme e Marina di Gioiosa.
A 259 giorni dall’insediamento della commissione d’accesso agli atti il Consiglio comunale viene ufficialmente sciolto.
La commissione d’accesso agli atti, composta dal viceprefetto aggiunto, dott. Vito Turco, dal capitano dell’Arma dei Carabinieri, dott. Francesco Barone e dal funzionario ingegnere del provveditorato interregionale opere pubbliche Sicilia e Calabria, dott. Francesco Trecroci, è stata determinante per accertare le non più dubbie infiltrazioni mafiose.
Ora i commissari straordinari resteranno in carica per un periodo che va dai 12 ai 18 mesi (prorogabili fino ad un massimo di 24) e assumeranno tutti i poteri del Sindaco, della Giunta e del Consiglio. I tempi sono quelli indicati dal 143 del Tuel: in attesa del Decreto del Presidente della Repubblica, il Prefetto sospende dalla data di deliberazione del Consiglio dei Ministri gli organi dalla carica ricoperta.
La commissione a Cassano era stata “esortata” da un’interrogazione parlamentare del 17 novembre dello scorso anno, firmata oltre che dal senatore Nicola Morra anche da Luigi Gaetti, vice presidente della commissione nazionale antimafia, Enrico Cappelletti, Mario Michele Giarrusso, Vincenzo Santangelo e Manuela Serra tutti del Movimento 5 stelle.
L’interrogazione invitava l’allora ministro dell’Interno Angelino Alfano a: «Valutare la sussistenza dei presupposti per la rimozione del sindaco e lo scioglimento del consiglio comunale di Cassano all’Ionio per infiltrazioni mafiose, laddove vi sia l’evidenza di favori erogati da parte di un ente, come il Comune di Cassano all’Ionio, attraverso il proprio sindaco, a persone che sarebbero collegate alla ‘ndrina della Sibaritide, così come emerso dall’operazione antimafia “Omnia”».
Tra i passaggi più forti dell’interrogazione, Morra chiedeva se «si fosse a conoscenza dei relativi collegamenti con la mafia locale, nonché di quanto questi abbiano determinato le scelte nella gestione del denaro pubblico attraverso affidamenti diretti».