SPORT – Olimpiadi di Rio 2016 – Sarà Federica Pellegrini la portabandiera della nazionale italiana
28 aprile 2016 Share

SPORT – Olimpiadi di Rio 2016 – Sarà Federica Pellegrini la portabandiera della nazionale italiana

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Federica Pellegrini: “Sarò il volto di un’Italia bella e pulita. E le scarpe le scelgo io”

Farà da portabandiera a Rio, prima atleta del nuoto “Guarderò i filmati, devo sapere come ci si muove”.

 

Si passa dal profilo affilato di Valentina Vezzali alla pettinatura a schiaffo di Federica Pellegrini, ora ufficialmente portabandiera e quindi faccia dell’Italia.

 

Restiamo in mano a signore determinate e sfrontate. Da una donna all’altra, da una bionda all’altra, da una mamma che porta il figlio sul podio a una fidanzata che porta l’amore in copertina: da Londra 2012 a Rio 2016 con due veterane dei Giochi. All’Italia piace farsi rappresentare dalle ragazze, è successo sei volte negli ultimi 20 anni anche se la signora dei 200 stile libero alza le spalle: «Non ne farei una questione di conteggio».

 

 

Che Italia vuole rappresentare?

«Bella determinata e pulita. Spero che gli italiani si sentano un po’ più italiani quando ci guarderanno sfilare».

 

Di solito non lo sono?

«Sono molto patriottica, vorrei solo che tutti fossero fieri di essere italiani come succede a me. Forse sento il ruolo e in realtà non so immaginare quel momento. Portare il tricolore, rappresentare il Paese, la squadra, la prima atleta del nuoto… vengono i brividi».

 

Il patriottismo arriva da suo padre ex parà?

«Da quando è iniziato a circolare il mio nome non ha fatto che piangere. Gli è venuta la tachicardia. Non so, è come se dovesse portarla lui la bandiera. Gli ho detto: non hai più l’età, non reggi certe emozioni».

 

È sempre convinta di non volere i suoi genitori a Rio?

«Ad Atene, nel 2004, sono arrivati dopo l’argento nei 200 stile perché in realtà io mi ero qualificata nei 100. Stavo libera e serena, ed ero una bimba: 16 anni. A Pechino non c’erano proprio ed è arrivato l’oro. A Londra, presenti dall’inizio ed è stato un disastro. A Rio li voglio in salotto e ligi ai soliti riti. Ma porterò papà alla consegna della bandiera. Questo glielo devo. Speriamo solo che non svenga visto come la sta vivendo».

 

Che eredità raccoglie da Valentina Vezzali?

«Non la conosco, sportivamente mi sembra che ci sia una linea di continuità: siamo tenaci entrambe. Umanamente non posso dire però un contatto esiste. A Londra, la sera in cui lei si preparava al Villaggio, io rientravo dagli allenamenti: sapevo che sarei stata a dormire più o meno mentre lei usciva con la bandiera. L’ho guardata a lungo e mi sono chiesta come si potesse sentire. Presto lo scoprirò».

 

Magari le è più familiare Sara Simeoni, veneta come lei, portabandiera nel 1984.  «Ogni tanto la vedo dalle mie parti, mi è sempre piaciuta molto. Mi convince, è un bell’esempio: una campionessa elegante. Ha stile da vendere».

 

Lei si è sentita rappresentata da chi l’ha preceduta?

«Onestamente sono state tutte Olimpiadi introspettive. Non ho mai visto una cerimonia. Il giorno prima dello start era concentrazione e silenzio. Come dicevo, solo a Londra ho percepito l’elettricità della sera inaugurale. Ora però guarderò qualche filmato, devo sapere come ci si muove».

 

Quattro anni fa qualcuno si è offeso perché lei ha rifiutato il ruolo.

«Già, ci sono stata male. Avevo i 400 stile il mattino dopo. Il mio programma non era compatibile e infatti adesso che è cambiato sono qui. Oggi sento altri colleghi stranieri fare lo stesso ragionamento e non si scatena il delirio. Solo con me».

 

Destino. Sarebbero state le Olimpiadi sbagliate.

«L’unica grande delusione della mia carriera: non ero pronta a competere. Si può vincere e perdere, ma lì si trattava proprio di non essere al livello della concorrenza. Deprimente».

 

Sicura che tutta l’Italia si senta rappresentata da lei?

«Lo spero. E poi qualcosa ho fatto per meritare l’onore».

 

Però c’è chi la ritiene antipatica.

«Magari a volte musona, lunatica e rivendico il diritto di tenermi questa parte del mio carattere però so essere compagnona, sono sempre al fianco degli amici quando hanno bisogno di me. Semplicemente qualcuno non mi ama».

 

Come mai?

«Sono diretta, senza filtri. Non c’è pubblico e privato, c’è solo Federica Pellegrini. Magari in passato avrei potuto evitare qualche polemica ma ho solo detto quel che pensavo».

 

Il 5 agosto porta la bandiera nel giorno del suo compleanno.

«Sarà il più bello della mia vita. Una coincidenza astrale».

 

Però non può scegliere il vestito, c’è la divisa di ordinanza.

«Sì, ma alle scarpe ci penso io. Niente tacchi, tranquilli».

 

Compie 28 anni. Che fa, smette o insiste?

«Ci penserò a lungo e qualsiasi decisione prenderò sarà difficilissima. Non si tratta di andare avanti un anno. Aggiungere un Mondiale avrebbe poco senso. O mi spingo fino a un’altra Olimpiade o lascio perdere».

 

Se fa certi calcoli vuol dire che l’idea di continuare è forte.

«Chiedermelo proprio mentre divento portabandiera è una domanda a tradimento, come si fa a pensare di rinunciare a emozioni così».

 

 

(fonte: lastampa.it)