“Enrico IV” in scena al Tau, Carlo Cecchi porta in scena Pirandello
27 novembre 2017 Share

“Enrico IV” in scena al Tau, Carlo Cecchi porta in scena Pirandello

image_pdfimage_print

Carlo Cecchi con “Enrico IV” torna a Luigi Pirandello dopo i memorabili allestimenti di “L’Uomo, la bestia e la virtù” e “Sei personaggi in cerca d’autore”. Lo spettacolo, il secondo nel cartellone del Teatro auditorium dell’Unical, andrà in scena mercoledì 29 novembre alle 20,30.

Enrico IV è una pietra miliare del teatro pirandelliano e della sua intera poetica, portando in scena i grandi temi della maschera, dell’umorismo, dell’identità e del rapporto tra forma e vita, sullo sfondo della contraddittorietà tragicomica della nostra esistenza. Il testo narra la vicenda di un uomo che da circa vent’anni veste i panni dell’imperatore Enrico IV – prima per vera pazzia, poi per abile inganno per simulare una nuova vita, e infine per drammatica costrizione e diventa così l’emblema del legame pirandelliano tra maschera e realtà.

La vicenda è quella di un nobile che aveva partecipato ad una mascherata in costume, nella quale impersonava Enrico IV; alla messa in scena prendevano parte anche Matilde, donna di cui era innamorato, ed il suo rivale in amore Belcredi. Quest’ultimo disarcionò Enrico IV, il quale, nella caduta, battè la testa e si convinse di essere realmente il personaggio storico che stava impersonando. Dopo dodici anni, però, Enrico guarisce e comprende che Belcredi lo ha fatto cadere intenzionalmente per sottrargli Matilde. Decide così di fingersi ancora pazzo, di immedesimarsi nella sua maschera per non voler vedere la realtà dolorosa.

Cecchi ha troppo rispetto per Pirandello per tradirne il messaggio, eppure ha deciso un adattamento che riduce i tre atti originari a uno soltanto, della durata di poco più di un’ora e mezza. Ha snellito i dialoghi troppo lunghi, ha limato la lingua. Resta il celebre monologo sulla pazzia, cuore del dramma. E poi, il suo Enrico IV prende la decisione di fingersi pazzo subito dopo essersi riavuto dall’incidente: il mondo, all’improvviso, gli pare così assurdo e grottesco, da indurlo a scegliere la follia.