Romeo, il robot badante| AGOGHE’
20 novembre 2017 Share

Romeo, il robot badante| AGOGHE’

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Dopo Rex, l’uomo bionico realizzato nel 2013 e costato un milione di dollari, dotato di un sistema cardio-respiratorio con cuore e polmoni funzionanti, sangue sintetico e pancreas bionico, arriva Romeo, il robot badante.

Il progetto, lanciato nel 2009 e finanziato soprattutto dal governo francese, coinvolge diversi laboratori europei di robotica. Si stima che nel 2019 Romeo sarà in commercio e potrà aiutare gli anziani nelle loro case, negli ospedali e nelle case di riposo; inizialmente il prezzo si aggirerà attorno ai 250 mila euro.

Romeo è stato infatti pensato per le famiglie e in particolare per gli anziani, è alto un metro e 40 centimetri, ha due telecamere montate sulle sopracciglia ed è capace di aprire le porte, afferrare gli oggetti, muoversi facilmente da una stanza all’altra della casa ma anche di accompagnare gli anziani in farmacia, nei supermercati ecc.

Secondo la Softbank, azienda francese di robotica, Romeo è un perfetto badante capace anche di cucinare, ricordare un appuntamento, memorizzare le abitudini del suo assistito, imparare a conoscere il dosaggio dei farmaci e conversare. Qui veniamo al punto: il robot può conversare. Romeo può letteralmente fare compagnia a tutti quegli anziani che, per tanti motivi, vivono in solitudine. I robot sono stati programmati con algoritmi ed è per questo che riescono a parlare; si tratta però di macchine, ragion per cui non possono tenere un discorso particolarmente lungo e articolato; come si suol dire, le macchine possono andare in tilt.

Secondo Massimo Piattelli Palmarini, linguista e docente di scienze cognitive presso l’Università dell’Arizona, vi è un problema di natura logico-linguistica. L’esperto paragona Romeo a Nim Chimpsky, lo scimpanzè che negli anni Settanta venne usato come cavia per insegnare ai primati la lingua dei segni. Nim riusciva a elaborare brevi frasi, si trattava però di semplici accostamenti senza alcun legame sintattico. Allo stesso tempo i robot non sono in grado di comunicare in maniera complessa. Questa operazione è molto difficile e richiede tempo da parte dei programmatori, ma sicuramente verrà realizzata.

Al di là di questo, Romeo rappresenta un grande miglioramento e ricoprirà un ruolo crescente nella società.

L’OMS stima infatti che il 22% della popolazione mondiale avrà più di 60 anni nel 2050, un dato che ha particolarmente sensibilizzato la robotica.

Ad accompagnare questo dato vi è l’alta percentuale di anziani che vivono da soli, basti pensare che negli Stati Uniti il 30 % dei 40 milioni di anziani che fanno parte della comunità vive da solo; in Italia gli anziani che vivono da soli sono 3,5 milioni. La Cina rappresenta un caso a sé: sebbene il paese proceda nel suo sviluppo, sta vivendo già ora una fase di invecchiamento avanzato, per quanto la politica del figlio unico sia stata superata oggi la Cina è un paese demograficamente sbilanciato. Più di 100 milioni di anziani sono stati classificati come ‘nidi vuoti’, ovvero soli.

Romeo sarà quindi un immenso aiuto per tutti quegli anziani che faticano a compiere i semplici gesti quotidiani e che non hanno nessun parente o persona amica che si occupi di loro.

Giovanna De Falco