Flavio Stasi

Stasi: Palaeventi fino al 2032, ma chi volete prendere in giro?

Ogni giorno che passa, anche quando sembra ormai impossibile, l’esecutivo Candiano-Mascaro riesce sempre a fare di peggio.

Così ieri, devo dire in maniera piuttosto prevedibile, al nostro comunicato sull’osceno tentativo di prolungamento della concessione del PalaEventi fino al 2032, la pseudo-amministrazione ha risposto, oltre che con una scelta causale di aggettivi denigratori, tentando di rifilare alla Provincia la responsabilità politica di quanto starebbe accadendo. A tratti non è chiaro, addirittura, se a scrivere sia il Comune o la Provincia: misteri della comunicazione istituzionale nostrana.

Sostanzialmente la delibera della Giunta Comunale in questione sarebbe una semplice “presa d’atto”: che c’entra la giunta, poverina? Deve essere stato un altro dei colpi di genio dell’assessoricchio DC, costruito nel corso non di giorni, ma di mesi, sperando che fossimo distratti dalle elezioni o che ci cascassimo tutti.

Ma com’è possibile che il Comune di Rossano assegni nel 2015 il palazzetto ad un’impresa con una regolare gara d’appalto per 10 anni e poi la provincia ne prolunghi la durata? Io sono ignorante, lo ammetto, ma chi ha fatto scrivere questa roba è messo peggio.

Volete sapere com’è andata? È stata la Giunta Comunale a farsi portavoce della richiesta dell’impresa, praticamente fungendo da passacarte, persino sottolineando l’urgenza della questione (mica la SP 188 è urgente!), chiedendo alla Provincia di Cosenza di allungare la convenzione tra enti ed “autorizzare il Comune a prolungare il contratto”. E qui l’altro colpo di genio: ma come, prima facciamo una regolare gara, per altro con un canone di affitto post-bellico ed una durata di dieci anni, e poi chiediamo alla provincia se ci autorizza a prolungarne l’affidamento? Sostanzialmente questa storia rappresenta l’ennesimo tentativo di giocare a scarica barile con qualcun’altro (in questo caso un altro ente pubblico) per cercare di coprire le proprie responsabilità e inadeguatezze politiche.

La Provincia, ovviamente, non autorizza un bel niente, ma si limita a prolungare la convenzione tra Comune di Rossano e Provincia di Cosenza specificando nella premessa che tale prolungamento è stato accoratamente richiesto dal Sindaco. Il resto è tutta esclusiva volontà e responsabilità dell’Amministrazione Comunale.

In effetti è una presa, una grande presa, ma non d’atto.

Questa vicenda era già piuttosto disdicevole prima del tentativo di intervento di questa Amministrazione, con una struttura pubblica da 4 milioni di euro, concessi ad un solo privato, per 10 anni e con un canone ridicolo. E già in quell’appalto l’eventuale vincitore era obbligato a convertire una parte della struttura in piscina, totalmente a proprie spese, ed entro il 2017. Il tempo è scaduto e questa amministrazione la smetta di indebitare ed ipotecare soldi, terreni ed immobili per l’intero secolo con il solo scopo di accontentare qualcuno. Al termine dei dieci anni, nella peggiore delle ipotesi, si provveda a realizzare una nuova gara, diciamo come in un paese medio europeo, non come in Afghanistan.

Ci auguriamo, nonostante tutto, che si torni a ragionare e si proceda a ritirare la delibera di Giunta ed attendere serenamente il termine del proprio mandato, limitandosi alla amministrazione ordinaria ed evitando – lo ribadisco ancora una volta – di tentare di canalizzare risorse umane ed economiche a proprio piacimento. In ogni caso, ogni proroga di questo affidamento rappresenterebbe una oscenità e di certo ci costringerebbe, ancora una volta, a rivolgerci ad enti di controllo.

Infine, per quanto riguarda il mio presunto “letargo”, apprezzo molto il fatto che ogni periodo di attività comunicativa meno intensa da parte mia venga prontamente rilevato dall’Amministrazione, ne sono lusingato. A tal proposito potrei dire tante cose, ma per ora mi limiterò a sottolineare che, in effetti, nelle ultime settimane io non sono stato comunicativamente attivo come chi, per esempio, ha fatto campagna elettorale ad Aiello nei giorni pari (precisamente alla lista Lorenzin) ed a Rapani nelle ore dispari. Certo, vedendo i risultati, forse rimanendo fermi (o in letargo) si sarebbe fatto un favore a se stessi ed ai candidati.

Apprezzo il fatto che l’esecutivo abbia tentato di utilizzare una delle espressioni che rivolgo spesso nei loro confronti, per esempio quando l’assessore al personale provò a difendere la modifica (imboscata per 4 mesi) al regolamento che preparava il farsesco concorso da dirigente di cui è possibile che sentiremo parlare presto. Purtroppo l’efficacia di tale espressione, come risulta drammaticamente evidente in questo caso, non è la stessa se ad utilizzarla sono soggetti diversi e dalla profondamente diversa autorevolezza: era meglio se stavate in silenzio.