Se Report è più Trash del Grande Fratello VIP (o più pericoloso)| AGOGHE’
29 novembre 2017 Share

Se Report è più Trash del Grande Fratello VIP (o più pericoloso)| AGOGHE’

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Dopo anni trascorsi ad instillare autorazzismo nel popolo italiano e a contribuire all’illusione che altrove, nello specifico nei paesi dell’UE, più in particolare quelli dell’Eurozona (quasi sempre Germania e Nord Europa) tutto funzionasse alla perfezione. Dopo aver convinto i molti che emigrando in questi Paesi si sarebbero risolti tutti i problemi a partire da quello del lavoro, perché la corruzione era un problema solo italico o al massimo del sud Europa (o sub?). Dopo aver contribuito a convincere un’intera generazione scolarizzata del fatto che se nella vita non riesci ad avere successo se non diventi milionario con una start-up e se addirittura non riesci a trovare un lavoro dignitoso – e continuativo – la colpa è solo e soltanto tua, perché non sei abbastanza formato, non sei abbastanza audace, non sei un’eccellenza!

Oppure, se anche sei dotato di tali requisiti da aristoi, la colpa di tutti i tuoi problemi è nel sistema Italia, nazione votata all’inefficienza, irrimediabilmente corrotta e senza speranze. Dunque, che fare? Semplice, emigra! Dove? Ovunque! Qualsiasi posto tanto è meglio della penisola italica, ma se vuoi andare sul sicuro Germania o nord Europa. Paesi efficienti, dove non esiste corruzione e dove lo stipendio medio è almeno il doppio o il triplo netto che in Italia.

Ecco, dopo anni trascorsi a distribuire bufale di tale risma, notiamo che finalmente anche Report (uno dei programmi più mitizzati del servizio pubblico) scopre tutta la scorrettezza tedesca all’interno dell’Unione europea. Si potrà pensare, bene! Finalmente si andrà al cuore del problema? Si dirà che non può esistere un’unione monetaria tra Paesi strutturalmente diversi? E che l’Euro ha portato da quando è nato ad una svalutazione implicita di quello che era il marco tedesco così come per contro si è avuta una rivalutazione della lira con annesso crollo repentino dell’export? Niente! Nulla di tutto questo, ma fin qui non ci sarebbe nulla di strano, cosa ti vuoi aspettare da chi per tutti questi anni ha imputato la crisi economica dell’Italia  al problema della corruzione senza mai spendere una parola sul reale funzionamento monetario dell’Unione? Ovviamente nulla.

Ora invece Report scopre che la corruzione riguarda anche le istituzioni europee e che le cose non vanno perché non c’è la volontà tedesca di farle andare. E qui si rischia l’embolia per gli aficionados del programma, che si saranno chiesti, ma come? Non è solo tutta colpa degli italiani antropologicamente inferiori? Anche a latitudini più alte esiste la corruzione? Addirittura in Germania? Anni e anni di certezze auto-flagellanti e la speranza nel paradiso tedesco dei lavoratori evaporati di colpo, per di più non per un servizio populista di Mediaset, ma addirittura da Report che era solito chiudere le proprie “inchieste” con la Rubrica della speranza… lo spazio dedicato  al “vediamo dove le cose funzionano”, sempre altri paesi dell’Unione, giusto per non fare venire il dubbio che il problema sia della stessa UE.

Non sia mai.

Ma ecco che lo spettatore-fan di Report, prima di venire assalito dal dubbio e prima che la perdita di tutte le sue certezze auto-razziste rischino di fargli esplodere il cervello, è soccorso dal conduttore-beniamino. Contrordine; è vero, sostiene il sostituto della Gabanelli, l’UE non funziona bene e la Germania è cattiva, ma piuttosto che mettere in discussione un sistema oramai ritenuto insostenibile da numerosi premi Nobel e contestare una moneta che sfavorisce irrimediabilmente alcuni Paesi (l’Italia) favorendone vergognosamente altri (la Germania) il nostro coraggioso giornalista propone di intravedere la soluzione a tutto ciò in un sogno.

E già proprio quello lì, il solito, vecchio e caro sogno degli Stati Uniti d’Europa e lì via, senza più alcuna dignità.

Si parte con il solito schema che manco i più fanatici eurosognatori hanno più il coraggio di propinarci: esercito comune, un’unica ambasciata quindi un’unica politica estera. Il tutto viene posto in questi termini: se l’Unione non funziona non è perché il progetto in sé è sbagliato, quello anzi è ottimo – un sogno appunto -, il problema è che ci vuole più Unione.

Il problema dell’aggancio valutario, e quindi di svalutazione e rivalutazione implicita nell’euro di cui sopra, non è posto minimamente, anzi si va oltre con un’affermazione palesemente falsa; si sostiene infatti che al momento della nascita della moneta unica i prezzi dei prodotti italiani e tedeschi erano uguali e che si differenziano per colpa dello spread solo a partire del 2007, negando quindi l’evidenza e il fatto che è l’euro stesso fin dalla sua nascita (già nel 1999 come moneta scritturale denominata ECU e dunque ben prima dell’adozione materiale da parte dei cittadini nel 2001) che rende più costose le merci italiane all’estero e per contro più convenienti quelle tedesche.

Non paghi della disinformazione fin qui esercitata, si ripropone il tema del debito pubblico considerato come uno dei problemi principali e si trascurano due elementi incontestabili:

1) Non esistono Paesi sviluppati che non abbiano debito pubblico (a meno che non si ritengano USA e Giappone come Paesi sottosviluppati), anzi quando questo è a moneta sovrana diventa credito per i cittadini, perché i soldi che lo Stato emette entrano nell’economia reale;

2) L’Italia ha un problema di debito privato e non pubblico e questo è facilmente riscontrabile nel vissuto quotidiano di sempre più famiglie costrette a indebitarsi anche solo per le spese correnti.

La puntata continua proponendo le analisi di economisti LUISS come Valeria De Romanis, la moglie di Bini Smaghi la quale sul tema delle Clausole di Salvaguardia dimostra di non aver neppure letto (o capito?) i libri del marito. Il sostituto della Gabanelli prosegue la serata a suon di slogan: “fare rete”, fare rete un po’ su tutto (che suona sempre bene) soprattutto sull’energia.

Fare rete, ok, ma con chi? Con gli stessi partner (si fa per dire) che cercano in ogni modo di acquisire quel poco che resta dell’industria italiana? Fare rete, ok? Ma in che contesto? Quello di un UE che ha posto vincoli decrescisti e incontestabili come totem (si pensi al vincolo del 3%) e che si fonda sulla concorrenza ad ogni costo? Chi ci crede? Chi la vuole? I nostri partner europei? I tedeschi? Chiedete a loro se vogliono gli Stati Uniti d’Europa, vi risponderanno che non ci pensano minimamente, il motivo? Sempre uguale, l’Italia è corrotta, è inefficiente.

Peccato che malgrado tutti i nostri problemi (che nessuno nega) restiamo solo dei dilettanti in termini di corruzione e malaffare, i professionisti stanno altrove, solo a differenza nostra hanno un’alta considerazione di se stessi. Su questo sì, ci sarebbe da prendere esempio. Solo un’ultima cosa, non me la sento di biasimare chi l’altra sera ha guardato il GF Vip, dopotutto nessuno di loro si sognerebbe di farsi dettare l’agenda politica da Malgioglio. Oh no?

Francesco Viteritti