Rossano (CS) – TRIBUNALE, CAPUTO: “CONDIVIDIAMO L’IDEA DI PIRILLO, RITIRIAMO LE CANDIDATURE”
29 febbraio 2016 Share

Rossano (CS) – TRIBUNALE, CAPUTO: “CONDIVIDIAMO L’IDEA DI PIRILLO, RITIRIAMO LE CANDIDATURE”

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Probabilmente ha ragione l’avvocato Luigi Pirillo quando invoca eclatanti manifestazioni di protesta per attirare le attenzioni sul Tribunale di Rossano, e contro “la ignominiosa soppressione dell’unico presidio di giustizia che esisteva lungo la litorale ionica da Taranto a Crotone”.

Mi trovo d’accordo con la sua proposta di non presentare liste e candidature alle prossime elezioni amministrative del 12 giugno, se saremo tutti concordi nel sottoscrivere un patto fra galantuomini.

Di certo non possiamo stare a guardare. Abbiamo il dovere di risvegliare le coscienze dal torpore e la sonnolenza nelle quali sono cadute.

Quanto è stato fatto finora, le battaglie intraprese, ad oggi ci hanno condotto su un binario morto e per questo credo che una manifestazione da organizzare a Roma per sensibilizzare il Ministero della Giustizia sia da condividere. Così come potrebbe essere condivisibile quella forte azione di dissenso verso la sciagurata riorganizzazione delle circoscrizioni giudiziarie che ha cancellato, come se nulla fosse, 150 anni di storia ed un presidio di legalità in un territorio così importante e vasto: lo dico chiaramente, sono disponibile a ritirare la mia candidatura a patto che lo facciano anche gli altri.

Purtroppo a nulla sono servite tutte le iniziative intraprese negli anni scorsi, compresa quella programmata dal sottoscritto. Da consigliere regionale mi ero adoperato, insieme ad altre cinque regioni d’Italia, nel richiedere un referendum abrogativo del decreto legislativo del 7 settembre 2012, dichiarato prima ammissibile dalla Corte di Cassazione e inspiegabilmente rigettato dalla Consulta.

Oggi, la proposta di Luigi Pirillo, riverberata e condivisa anche dall’ex consigliere comunale Mario Smurra, se bene architettata potrebbe servire per ottenere dei risultati, a rinfrescare la memoria ad un ministro della Giustizia che ha cambiato idea incomprensibilmente rispetto a quando era il responsabile giustizia del Pd ed a sensibilizzare sulla questione un Governo centrale sempre poco attento ai diritti ed ai bisogni dei cittadini.

(comunicato stampa)