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Madeo: nei Media strisciante cultura maschilista

 Una delle sfide più ambiziose ed uno degli impegni culturali e politici sui quali dovrà essere costruita, attraverso la collaborazione di tutti, la Città unica che nascerà dal positivo processo di fusione in corso tra Rossano e Corigliano non potrà non essere quella di contribuire a realizzare un welfare locale capace di dare risposte adeguate al sempre più crescente ed invisibile disagio sociale e di favorire nei fatti condizioni di vera parità tra i sessi.

È quanto dichiara la Presidente del Consiglio Comunale Rosellina Madeo, rappresentante del movimento Il Coraggio di Cambiare l’Italia (CCI), sottolineando, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne che al di là dei dati che vengono spesso elencati soprattutto in momenti come questi, che rischiano di essere meramente celebrativi, il livello di confronto ma anche di scontro sul quale non lesinare sforzi da parte di tutti, famiglie in primis, resta quello pedagogico. Per condividere dal basso – afferma – una nuova stagione dei diritti e dei doveri. Nel nostro territorio e nel Paese intero.

Perché – prosegue – non ci sarà mai vera parità e, aggiungo, mai autentico rispetto della donna se ad esempio sui media – va avanti – si continuerà a preferire e tollerare un linguaggio scritto o parlato che, direttamente o indirettamente, dipingerà il percorso di crescita, le soddisfazioni personali e professionali, la carriera e l’immagine di una donna come frutto di tutto tranne che di capacità o merito.

Vi è, soprattutto in questo mondo, quello dell’informazione, una strisciante cultura maschilista, che mortifica e che esercita violenza verbale anticamera di quella fisica; una forma di violenza spesso subdola e per questo più pericolosa che soprattutto le donne devono saper contrastare, a partire – scandisce – da una maggiore consapevolezza della propria identità e delle proprie capacità nei ruoli e nelle funzioni più diverse che oggi vengono ricoperti e svolti nell’ambito della società, seppur non ancora a tutti i livelli.

Insistere quindi sui contenuti e sulla sfida di tipo culturale contro la spettacolarizzazione fisica del corpo femminile significa, anche e soprattutto da parte della Politica e della Istituzioni, se non mettere da parte quanto meno evitare di accontentarsi ad esempio delle sole quote rose ex lege, magari per mettersi a posto con le proprie coscienze.

Vuol dire invece preoccuparsi di investire sulla scuola e sull’educazione dei nostri figli, nelle cui pieghe prendono purtroppo forma e si acuiscono inviti silenziosi alle diseguaglianze di genere, delle quali poi la violenza fisica diventa poi soltanto l’espressione finale e più odiosa.

Mi pare, questo, uno dei messaggi e degli imperativi socio culturali più affascinanti e degni di essere vissuti e portati avanti dagli uomini e dalle donne della terza costituenda più grande Città della Calabria.