FdI-AN: “I calabresi chiedono: Quale futuro?”
8 novembre 2016 Share

FdI-AN: “I calabresi chiedono: Quale futuro?”

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Vorrei portare all’attenzione del Presidente Oliverio e della sua giunta l’estrema gravità e urgenza che caratterizzano ormai in modo fin troppo evidente la situazione lavorativa nella nostra Regione. La Calabria, com’è noto a tutti, è una delle regioni d’Europa che soffrono maggiormente sul piano dell’occupazione. Questa realtà si pone in contrasto stridente con le elevate remunerazioni di cui gode la classe politica al governo della Regione (presidente, consiglieri regionali), classe politica che della grave situazione lavorativa appena citata è responsabile, se non del tutto, almeno in parte (mi riferisco anche alle legislature passate, sia di centro sinistra che di centro destra). Altro fattore di non minore importanza è costituito dal fatto che, a parte qualche eccezione, in Calabria la meritocrazia sembra pressoché inesistente. È risaputo purtroppo che, in Calabria, se non sei “figlio o parente di…”, non sei nessuno. Più che quello (sperato) di costruirsi un futuro, l’obiettivo che il giovane calabrese è costretto a porsi è quello di “tirare a campare”, o di “vivere alla giornata”, come si suol dire, sempre, ovviamente, restando nella legalità.

Si tratta chiaramente di problemi noti a noi tutti. Eppure, sono passati più di due anni da quando si è insediato l’attuale consiglio regionale di centro sinistra, dopo aver ottenuto alle elezioni un boom di preferenze; ci si aspettava una svolta in termini di opportunità per i giovani calabresi, ma probabilmente in questo caso si è trattato, più che altro, di un “cavallo di battaglia” portato avanti nella campagna elettorale, nelle piazze, in tutta la Regione. Si potrebbe citare a questo proposito il famoso “Garanzia Giovani”, di cui hanno avuto modo di vantarsi alcuni candidati del PD. Basta leggere gli ultimi dati per riconoscere che anche questo si è rivelato l’ennesima presa in giro per i giovani.

Si tratta ovviamente di un esempio; se ne potrebbero fare tanti altri. Ma tutti allo stesso modo spiegano il perché si sia venuto a creare un sentimento ormai dominante di rabbia e delusione. Sorge dunque spontanea una domanda, anzi due, e sono rivolte a chi governa questa Regione, e in modo particolare all’Assessore al Lavoro in carica, Federica Roccisano: fino a che punto avete coscienza di tali problemi?, e che cosa state facendo o avete intenzione di fare per affrontarli? In altre parole: che fine dovremmo fare, secondo voi?

Sono domande che necessitano di ricevere una risposta, non solo per noi giovani calabresi, ma anche per tutti coloro che in Calabria devono affrontare concretamente i problemi ai quali si è fatto riferimento sopra.

Ad ogni notizia che leggiamo – dai numeri dei cittadini calabresi che chiedono ormai quotidianamente aiuto alla Charitas, ai soldi europei che tornano indietro a causa della malagestione – ci rendiamo conto di quanto si sia aggravato lo strappo fra la realtà vissuta in Calabria e l’inefficienza (per non dire altro) di chi dovrebbe governarla. Sembrano ormai due mondi separati, il nostro da una parte e il vostro dall’altra, senza più alcun collegamento fra i due; eppure è a voi che siamo costretti a rivolgerci, dunque a voi rivolgiamo la nostra domanda, e pretendiamo una risposta, non solo a parole, ma anche e soprattutto nei fatti.

 

 

Biagio De Rose

Portavoce Circolo Fratelli d’Italia-AN

Spezzano Piccolo (CS)

 

(comunicato stampa)