Calabria – Associazione Ferrovie, proposte per la ferrovia jonica cosentina
3 novembre 2016 Share

Calabria – Associazione Ferrovie, proposte per la ferrovia jonica cosentina

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Di seguito la nota di Roberto Galati, Associazione Ferrovie in Calabria:

Nel bel mezzo di queste giornate a dir poco “turbolente”, per fortuna in modo positivo, in cui in Calabria sembra davvero esplodere una storica cura del ferro (elettrificazione della Cosenza – Rogliano FdC, lavori in corso sulla Jonica Sud, protocollo d’intesa Regione-RFI per velocizzazione della Catanzaro Lido – Lamezia e collegamento con l’aeroporto), ovviamente non potevamo mancare noi di Associazione Ferrovie in Calabria! In questo articolo, infatti, presenteremo due interessanti proposte dedicate ad un territorio con altissime potenzialità di traffico ferroviario (sia viaggiatori che merci), ma che in realtà in questi anni sono state molto poco valorizzate. Anzi, si è fatto di tutto per dirottare su gomma anche quell’utenza che il treno lo prendeva, mentre per le merci si è chiusa totalmente bottega tra i venti ed i dieci anni fa.

Ci riferiamo alla tratta ferroviaria Jonica tra Crotone e Sibari, che ricordiamo, serve un bacino di utenza di quasi 200 mila abitanti, considerando soltanto i centri di Crotone, Rossano, Corigliano e Cassano allo Jonio. Mettendo in conto anche l’hinterlad dell’immediato entroterra (nel quale ricade S.Giovanni in Fiore di altri 17.000 abitanti circa), i centri “medi” cioè Cirò e Cariati e quelli “piccoli” come Strongoli, Melissa, Crucoli, Mandatoriccio, Calopezzati, il bacino si allarga oltre i 300.000 abitanti.

Tutt’altra situazione per le merci: la Calabria purtroppo è una regione in quasi eterna “crisi”, ma le congiunture economiche degli ultimi 10 anni le hanno dato un colpo di grazia. L’area del crotonese e della sibaritide ha perso tantissimo a livello di produzione industriale, manifatturiera ed agricola, ma in ogni caso, nel semi-deserto della Calabria, continua a rappresentare un minimo baluardo produttivo che deve essere sostenuto in ogni modo…e con un po’ di coraggio.

Dopo questa necessaria introduzione, iniziamo quindi con l’illustrazione delle nostre proposte, studiate dal nostro membro del Direttivo Vittorio Lascala, che riguardano prima di tutto il trasporto viaggiatori in ambito regionale.

Stazione di Sibari: come ben noto, questo impianto rappresenta il punto di diramazione dalla linea Jonica, della ferrovia Sibari – Cosenza – Paola. Attualmente, conformazione dell’impianto e della diramazione, rendono necessario un cambio banco per le composizioni bloccate o inversione del locomotore (in caso di composizioni non reversibili) per quegli eventuali treni che, provenienti dalla Jonica Sud (quindi da Reggio Calabria, Catanzaro Lido, Crotone), dovessero proseguire verso Cosenza/Paola. Chiaramente, cambio banco e/o inversione del locomotore, comportano perditempo (minimo 7-8 minuti di sosta fino ad arrivare anche a 15 per composizioni non reversibili) e costi aggiuntivi nella gestione di un servizio viaggiatori.

Principalmente per questa problematica, infatti, sono stati sempre minimi e poco funzionali i servizi regionali diretti tra Catanzaro Lido/Crotone e Cosenza via Sibari/Spezzano Albanese: nel 95% dei casi infatti è stato sempre necessario scendere a Sibari e cambiare treno, per poter poi proseguire verso Cosenza e viceversa. Chiaramente, questa impostazione del servizio non è mai stata competitiva con l’autobus, con particolare riferimento ai centri di Mirto, Rossano e Corigliano: oltre 60 mila abitanti ed un importantissimo flusso pendolare tra questi ultimi centri e Cosenza (e viceversa), che si serve nella sua quasi totalità del trasporto su gomma, per i tempi di percorrenza competitivi e – ovviamente – per l’assenza di cambi come invece accadrebbe in treno.

E’ per questo motivo, principalmente, che abbiamo quindi pensato ad una bretella di collegamento diretto tra la ferrovia Jonica e la Sibari – Cosenza – Paola, che permette quindi ad un treno proveniente da Sud, di immettersi direttamente sulla ferrovia trasversale, bypassando Sibari ed evitando quindi il cambio banco ed i relativi perditempo e costi aggiuntivi. In questo modo avrebbe quindi un notevole senso istituire treni diretti da Rossano a Cosenza (risorse permettendo potrebbero anche essere attestati a Cirò/Crotone), che potrebbero percorrere l’intera tratta in poco più di un’ora (attorno alle due ore se in partenza da Cirò/Crotone). In questo modo diventerebbe finalmente possibile intercettare su ferro quell’enorme utenza sopracitata, utilizzando gli attuali km/bus dei collegamenti diretti tra Rossano/Corigliano e Cosenza, per incrementare i servizi di adduzione gomma/ferro dai centri dell’entroterra verso quelli della costa dotati di stazione ferroviaria. Non dimentichiamo inoltre che, affiancando alla costruzione di questa opera anche l’elettrificazione almeno fino a Crotone, si potrebbe finalmente tornare a parlare seriamente di collegamenti a lunga percorrenza da/per il Centro/Nord Italia, visto che la tratta Crotone – Sibari era quella a maggiore traffico lunga percorrenza di tutta la linea Jonica. Si tratterebbe quindi di una vera e propria rivoluzione ferroviaria per un territorio che, finalmente, potrebbe sfruttare a pieno le potenzialità del vettore su rotaia: questo nostro studio, attualmente in corso di diffusione mediatica, verrà inviato nei prossimi giorni anche all’Assessorato alle Infrastrutture della Regione Calabria, presieduto dal Prof. Roberto Musmanno, affinchè venga analizzato anche dagli organi preposti ed eventualmente approfondito. Sicuramente il momento è propizio, in quanto nei prossimi mesi l’intera linea Jonica verrà interessata da importanti lavori di upgrade che la renderanno idonea all’istituzione del rango C ed eliminazione di altri passaggi a livello (e quindi ad una notevole velocizzazione), mentre altri interventi molto più “pesanti” (ne riparleremo presto!) potrebbero arrivare nei prossimi anni… e perchè no, magari potrebbero includere anche questa nostra proposta.

 

Concludiamo questo articolo esponendo di seguito le due alternative proposte per la costruzione del bypass di Sibari, una maggiormente onerosa che sarebbe una vera e propria linea ferroviaria che potrebbe nascere tra il Posto di Movimento di Thurio e l’ex PM di Cassano allo Jonio, e l’altra molto più economica, poco più di una bretella che andrebbe a ricadere nella giurisdizione della stazione di Sibari…con una piccola ma interessante proposta anche per le merci, dedicata al Porto di Corigliano Calabro:

BRETELLA SIBARI EST-SIBARI OVEST

La soluzione col breve tratto di linea posto nelle immediate vicinanze della stazione di Sibari, sulla falsariga di quanto realizzato in Sardegna nei pressi della stazione di Ozieri-Chilivani in modo da evitare la manovra di inversione ai treni diretti Cagliari-Sassari e vv., è la soluzione economicamente più conveniente e richiedente un numero minore di opere accessorie.

Il tratto di linea prospettato si stacca dalla ferrovia Jonica al km. 124+457 presso un deviatoio posto in piena linea, che noi chiameremo Deviatoio Estremo Sibari Est, per poi percorrere un’ampia curva a sinistra avente raggio di circa 1450 metri, al termine della quale un breve tratto rettilineo conduce al Deviatoio Estremo Sibari Ovest, posto alla progressiva km. 2+280 della ferrovia Sibari-Cosenza.

Lo sviluppo totale del tratto di linea è di 2,44 chilometri, lungo il suo percorso si ha l’incrocio con la vecchia S.S.106, strada avente un medio livello di traffico, la cui intersezione può essere superata mediante la costruzione di un cavalcavia o sottopasso stradale.

A livello puramente impiantistico, andrà modificato il segnalamento di protezione della stazione di Sibari sia lato Reggio Calabria che lato Cosenza, dotando la stazione di segnale di protezione esterno (a protezione degli ingressi alla bretella) ed interno, oltre ad inserire, lungo la bretella,due segnali a protezione dei deviatoi di immissione sulle due linee esistenti.

I deviatoi in linea possono essere indistintamente da 60 o 100 km/h, considerando la differenza minima in termini di tempi di percorrenza tra le due soluzioni.

La realizzazione di questo tratto di linea permetterebbe di collegare direttamente Cosenza con Rossano, contando anche le fermate intermedie a Torano, Mongrassano, San Marco Roggiano, Tarsia, Spezzano Albanese e Corigliano, in un’ora e 15 minuti.

BRETELLA THURIO – CASSANO E IL RACCORDO CON IL PORTO DI CORIGLIANO

La costruzione di una nuova linea che colleghi direttamente la stazione di Thurio con la ex stazione di Cassano allo Jonio, in località Doria, è stata paventata all’epoca dei lavori di elettrificazione e velocizzazione della Sibari-Cosenza in conseguenza dell’apertura della nuova linea in galleria per Paola.

La nuova linea, staccandosi dalla stazione di Thurio, attraverserebbe dopo pochi metri il fiume Crati con un ponte lungo circa 320 metri, attraversare diagonalmente la frazione Lattughelle, quindi superare la vecchia statale 106 prima e la statale 534 poi. Immediatamente dopo aver superato quest’ultima arteria stradale, la ferrovia piega a sinistra andandosi ad affiancare all’esistente Sibari-Cosenza, raccordandosi ad essa in corrispondenza dell’ex stazione di Cassano allo Jonio.

La linea si sviluppa in totale per 12 chilometri, andando ad incrociare numerosi terreni agricoli e lambendo alcune costruzioni. Oltre a ciò, l’attraversamento di due importanti arterie stradali rende opportuno pensare ad una realizzazione della linea in gran parte sopraelevata rispetto al piano stradale, in particolare per un tratto di circa 4.300 metri compreso tra il viadotto sul fiume Crati e l’attraversamento della SS 534 in località Olmo Torto.

Appare immediatamente comprensibile come questa soluzione sia più costosa rispetto a quella della bretella di Sibari, tuttavia, oltre ai discreti vantaggi in termini di velocità e tempi di percorrenza (risparmio di circa 5 minuti rispetto alla bretella sibariota), tale soluzione apre le porte ad un progetto più volte citato dalla politica locale e regionale, in grado di divenire un volano di sviluppo per l’intero alto jonio cosentino: il raccordo con il porto di Corigliano.

Il porto di Corigliano è oggi fortemente sottoutilizzato a livello mercantile, nonostante la posizione strategica e la vicinanza con importanti assi stradali. Il raccordo dalla stazione di Thurio al porto di Corigliano avrebbe uno sviluppo di circa 9 chilometri, nella nostra ipotesi andrebbe a lambire la zona industriale di Corigliano in contrada Salicetti (la quale potrebbe a sua volta beneficiare di tale raccordo tramite la costruzione di un ulteriore allacciamento al raccordo base) per poi raggiungere il porto da Nord, affiancando gli uffici dell’Autorità Portuale e quindi immettendosi all’interno dell’area portuale immediatamente accanto al Mercato Ittico.

Tale opera potrebbe rendere il porto di Corigliano un punto strategico a livello intermodale per l’intero Mediterraneo orientale, consentendo di intercettare, ad esempio, i traffici provenienti dalla Grecia e dalla Turchia e diretti nell’Italia centrale (ad esempio gli interporti di Marcianise, Pomezia, il porto di Civitavecchia), od ancora accorciare i tempi di resa per le merci dirette a nord Italia e nord Europa.

Per il porto di Corigliano, negli scorsi anni, si era prospettata ad esempio l’effettuazione di un traffico di semirimorchi caricati su carri ferroviari, sulla stregua di quanto avviene da qualche mese al terminal di Fusina, a Marghera, con il collegamento intermodale Venezia-Francoforte effettuato da RTC/Lokomotion (vedi foto in basso, segue mappa delle due proposte di costruzione della Bretella di Sibari e raccordo del Porto di Corigliano).

 

(fonte: ntacalabria.it)