Scarcello: nuovo Ospedale, intollerabili prese di posizione
27 novembre 2017 Share

Scarcello: nuovo Ospedale, intollerabili prese di posizione

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Chi lascerebbe un lupo a custodire un gregge di pecore? Nessuno! Eppure sul Nuovo ospedale della Sibaritide, nelle ultime ore, abbiamo assistito ad un’improbabile difesa da parte di chi, oggi seduto in Consiglio regionale con i voti del nostro movimento e a causa di una distorta lettura delle procedure burocratiche, questa struttura non solo non la vuole, ma l’ha sempre osteggiata per una questione di campanilismo territoriale. Tutto questo è intollerabile. Perché chiedere ora l’apertura dei cantieri senza alcuna garanzia sulla reale concretizzazione dell’opera è da incoscienti oppure da chi fa populismo spietato a danno dei cittadini. Piuttosto, si dovrebbe pretendere dalla Regione una risoluzione con la società appaltante e con l’insediamento di una commissione d’inchiesta che faccia chiarezza sui punti critici e di stallo dell’iter progettuale e rediga un cronoprogramma dei diversi step verso realizzazione dell’Ospedale.

A ritornare sulla questione del nuovo ospedale della Sibaritide è il coordinatore cittadino Corigliano-Rossano de Il Coraggio di Cambiare l’Italia e assessore provinciale alle risorse economiche Vincenzo Scarcello.

Lo diciamo da sempre: sulle grandi questioni del territorio non servono slogan o prese di posizione di facciata, ma atti concreti che diano risposte ai cittadini. E purtroppo – aggiunge – la Sibaritide, insieme alla nascente città Corigliano-Rossano, oggi si ritrova a fare i conti, nuovamente, con quella classe politico-dirigente che in questo territorio è stata già artefice della chiusura degli ospedali, dei tribunali e della soppressione dei diritti fondamentali. La sensazione d’impatto – precisa ancora Scarcello – leggendo le cronache degli ultimi giorni, è che il parlare di qualche consigliere regionale è un modo per voler piazzare una bandierina sulla propria lista della spesa elettorale, senza andare alla radice delle questioni, senza voler aver contezza di quello che si dice ma, soprattutto, pensando ai cittadini che leggono e sentono come degli smemorati. Perché ci vuole una bella faccia tosta a sostenere le ragioni del Nuovo Ospedale della Sibaritide (non è l’ospedale unico, lo rammenti qualcuno!) quando, negli anni scorsi, da sindaco di Cassano all’Jonio – ricorda – fu il principale osteggiatore di questo progetto. Che se oggi accusa gravi e inesorabili ritardi è anche per causa di quelle ostruzioni ideologiche e campanilistiche poste all’epoca.

E non si è avuto nemmeno il buonsenso di cambiare il cliché tipico della vecchia politica nell’imbastire la polemica! Quando si parla di lavoro – scandisce ancora il coordinatore del CCI – in una terra, che seppur ricca di potenzialità e risorse è afflitta dalla disoccupazione e dalla mortificazione del merito per colpa di politiche asfittiche e menefreghiste, non lo si può fare a cuor leggero. Disconoscendone totalmente gli effetti. Ad oggi, l’iter del nuovo ospedale della Sibaritide, dal momento in cui la ditta appaltatrice ha fatto già sapere di non essere nelle condizioni di poter realizzare l’opera, non creerà alcun posto di lavoro né indotti, ma eventualmente – nel caso di un’apertura dei cantieri sic et simpliciter – solo un campo di pilastri di cemento armato. E questo perché i soldi investiti dalla Regione, recuperati attraverso la contrazione di un mutuo che i calabresi stanno pagando già da dieci anni, ora non bastano più per il completamento e la messa in funzione del nuovo nosocomio. Non diciamo eresie né scopriamo l’acqua calca. Si tratta di notizie ormai risapute e note. Noi – ribadisce Scarcello – vogliamo la nascita dell’ospedale di Insiti, a sostegno dell’intera rete ospedaliera territoriale che deve vedere integrate anche le strutture complesse di Trebisacce e Cariati, così da colmare il deficit sanitario della Calabria ionica. E i cittadini di Corigliano-Rossano e dell’intera Sibaritide, che all’esito del referendum sulla fusione si sono ricaricati di nuova speranza e consapevolezza, non accetteranno più lo scalpo. Soprattutto – conclude – di quei lupi politici che, in fase elettorale, caricano la gente di tante aspettative e promesse per poi tradirla e sbranarla.

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