Calabria – L’Associazione “Change Destiny ONLUS” lancia l’allarme glifosato
21 aprile 2016 Share

Calabria – L’Associazione “Change Destiny ONLUS” lancia l’allarme glifosato

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È partito dalla Germania alcune settimane fa, ma l’allarme glifosato riguarda 140 Paesi in tutto

il mondo!

 

L’Istituto per l’Ambiente di Monaco ha rilevato la presenza di questa pericolosa sostanza erbicida all’interno di 14 marche di birra e da quel momento si sono accesi i riflettori sul diserbante chimico più utilizzato al mondo nei terreni coltivati, sui cigli delle strade, nei parchi cittadini, nella pulizia  dei binari ferroviari, in prodotti per giardinaggio e hobby.

 

L’ampio  uso  del  glifosato  –sin  dal  lontano  1974-  ha  permesso  l’eliminazione  delle  erbacce spontanee riducendo i costi delle lavorazioni del terreno, non solo evitando l’operazione manuale e meccanica di rimozione delle piante infestanti, ma per la stessa “praticità” di utilizzo del glifosato direttamente  sulle  colture  intensive  di  soia,  mais  e  cotone  OGM  senza  che  queste  ne  risultino danneggiate.

 

Tale  situazione,  a  dir  poco  inquietante,  è  stata  creata dal  maggior  produttore  mondiale  di agrofarmaci,  il  colosso  americano  Monsanto,  inventore del  glifosato,  che  fino  al  2011  ne  ha detenuto il brevetto internazionale, con un mercato che secondo le stime ammonta a 5,4 miliardi di dollari.

 

Il glifosato è presente in 750 formulati tra i quali il Glinet e il Roundup, quest’ultimo largamente diffuso  e  falsamente  presentato  dalla  Monsanto  come  ecologico  e  biodegradabile:  pubblicità ingannevole che ha provocato alla multinazionale una condanna da parte dell’Alta Corte Francese.

 

Secondo un esperto a livello internazionale, il Dr. Don Huber della Purdue University, il glifosato è per molti aspetti simile al DDT.

 

Azione sull’ambiente: il  glifosato  può  accumularsi  e  persistere  nel  terreno per  anni,  non  solo  distruggendo  i microrganismi essenziali alle colture, ma anche promuovendo la proliferazione di agenti patogeni che causano malattie alle piante.

Si tratta infatti di una sostanza “sistemica” che penetrando nel tessuto vegetale attraverso l’apparato fogliare e radicale, non può essere lavata dalla pioggia e pertanto arriva facilmente nella  catena  alimentare e si  diffonde anche nell’aria  e nell’acqua.

 

La IARC (l’Agenzia Internazionale dell’OMS per la Ricerca del Cancro) ha classificato il glifosato come “probabilmente cancerogeno”, inserendolo nel gruppo A2 (insieme a carni rosse, frittura,

bitume, fumi da combustione di legna, anabolizzanti).

 

Uno studio condotto sul composto puro –pubblicato anche dalla rivista specializzata The Lancet Oncology

– ha concluso che «le prove che l’erbicida causi il cancro negli animali sono sufficienti» e sono «forti quelle riguardanti la genotossicità» del prodotto.

 

 

Rischi per la salute:

 

Innumerevoli ricerche hanno evidenziato la correlazione tra esposizione al glifosato e aumento di casi  di leucemie infantili, malattie neurodegenerative (specialmente  Parkinson), linfoma non-Hodgkin. Già dagli anni ’80 il glifosato è stato classificato come interferente endocrino, rivelando una forte correlazione con l’insorgenza della celiachia, ma parecchi studi in corso stanno approfondendo il possibile legame con i disturbi ormonali, l’asma, le allergie, il diabete e l’obesità.

 

In Italia:  l’unica regione a monitorare la presenza di glifosato nelle acque superficiali è la Lombardia e i dati raccolti  ne  hanno  confermato  l’ampio  utilizzo.  Ovviamente,  l’assenza  di  monitoraggio  nelle  altre regioni non ne esclude l’uso, anzi lascia immaginare scenari ancor più pericolosi.

 

I Ministri della Salute, delle Politiche Agricole e dell’Ambiente col sostegno di Francia e Olanda, hanno  richiesto  alla  Commissione  Europea  di  vietare  l’uso di  glifosato  in  agricoltura,  ma  da Bruxelles al momento non è arrivata alcuna misura precauzionale.

 

L’Europa: tra maggio e giugno 2016 –salvo eventuali altre proroghe- la Commissione Europea è chiamata a decidere sul rinnovo dell’autorizzazione all’uso del glifosato nel Vecchio Continente per altri quindici anni.

 

Secondo il dott. Hubert:

“… Quando gli storici scriveranno sul nostro tempo, non scriveranno solo delle tonnellate di prodotti chimici che abbiamo o non abbiamo sparso per il pianeta. Sul glifosato scriveranno della nostra volontà di sacrificare la salute dei nostri figli e di mettere a repentaglio la nostra  esistenza.  Rischiamo  seriamente  di  compromettere le  basi  della  sostenibilità  della  nostra agricoltura…  questo  non  significa  che  tutto  ciò  sia  irreversibile…  significa  che  dobbiamo  essere coscienti  e  preoccupati  di  quello  che  succede…  e  convincerci  che è assolutamente  necessario cambiare”.

 

Come al solito si tratta di fare una scelta tra le inevitabili e notevoli ripercussioni economiche e la tutela dell’Ambiente e della Salute pubblica, poiché in mancanza di nesso inconfutabile tra causa ed effetto, per oltre 40 anni si è preferito ignorare le ricerche a favore di una “scienza viziata” da spregiudicate politiche aziendali: in sostanza il profitto di pochi ha messo a repentaglio la salute dei cittadini.

 

In  attesa  che  la  Comunità  Europea  e  il  Governo  Italiano decidano  di  applicare  il principio di precauzione  in  nome  della  tutela  della  salute  pubblica,  vietando  definitivamente  e  in maniera  permanente  la  produzione,  la  commercializzazione e  l’uso  di  tutti  i  prodotti  a  base  di glifosato, l’Associazione No-Profit Change Destiny ONLUS chiede alla Regione Calabria di prendere provvedimenti urgenti, rimuovendo il prodotto da tutti i disciplinari di produzione che lo contengono ed escludendo da qualsiasi premio le aziende che ne fanno uso.

 

 

Vogliamo auspicare che l’Amministrazione Comunale di Lamezia Terme, dove ha sede la Change Destiny, voglia essere capofila nella lotta contro l’uso di glifosato, intervenendo tempestivamente nel divieto assoluto in tutto il territorio comunale, in modo che l’allarme partito dal cuore della Calabria possa al più presto coinvolgere tutta la Regione, al fine di tutelare la salute pubblica, l’ambiente e la qualità dei nostri prodotti tipici.

 

Dott.sa Angela E.M. Morabito

Antropologa

Presidente Ass.ne Change Destiny ONLUS

www.change-destiny.org

 

(Comunicato Stampa)