Catanzaro: A Carlo Ancelotti il premio “Nicola Ceravolo”, giunto alla VII edizione
2 maggio 2016 Share

Catanzaro: A Carlo Ancelotti il premio “Nicola Ceravolo”, giunto alla VII edizione

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“Grazie per la splendida accoglienza e ospitalità di questa bellissima regione, sono onorato che il mio nome venga accostato a quello di un grande presidente della storia del calcio italiano”.

Lo ha detto Carlo Ancelotti, prossimo tecnico del Bayern Monaco, nel ritirare al Teatro Politeama il Premio intitolato a Nicola Ceravolo.

Con lui sul palco l’ideatore Maurizio Insardà, la conduttrice Rai Sabrina Gandolfi e l’editorialista sportivo Italo Cucci.

Ancelotti si aggiunge così agli altri grandi allenatori premiati gli scorsi anni – Claudio Ranieri, Antonio Conte, Marcello Lippi, Fabio Capello, Cesare Prandelli – e alla bandiera interista Javier Zanetti.

 

A consegnare il premio è stata Mariella Ceravolo, figlia dell’indimenticato presidentissimo, che ha ringraziato Ancelotti per il buon esempio dato specialmente ai più giovani riguardo ai valori del rispetto e all’importanza di “fare squadra” – messaggio questo inoltrato dalla signora ai dirigenti dell’Uesse di cui ha evidenziato l’assenza – augurandosi che la città possa presto tornare a scrivere nuove gloriose pagine di storia calcistica.

Ancelotti è arrivato in città con l’amico “canadese” Pino Posteraro, tra i più apprezzati chef internazionali, che ieri insieme al mister ha fatto tappa al suo paese d’origine, Lago, nel cosentino.

 

IL CATANZARO DI PALANCA, CHIMENTI E DEL…VENTO

Il “re di coppe”, il tecnico italiano che ha vinto più di tutti in Europa, conserva anche alcuni ricordi sulla città che gli ha tributato questo premio:

“Negli anni ‘80 ho giocato con la maglia della Roma contro il Catanzaro di Palanca, di Vito Chimenti – ha detto – ma anche del famoso vento, visto che causò la sospensione di una partita.

E’ passato tanto tempo, ma sono contento di essere qui a raccontare questo bellissimo sport di cui dobbiamo cercare di conservare i valori veri, al di là di tutti gli interessi.

Chi lo vive da dentro, lo considera come una passione ed un divertimento, e quando questi finiranno sarà il momento di dire basta.

Il calcio significa anche prendersi responsabilità, questo è l’insegnamento che si deve dare quando si raggiunge il professionismo.

A volte la fame della vittoria e l’agonismo lo fanno dimenticare”.

 

Ancelotti ha poi raccontato il suo rapporto con l’estero ed il calcio internazionale:

 

“La differenza ambientale è notevole: in Spagna e in Inghilterra la passione è più controllata. In Italia, se non fai una partita vera, rischi di non poter uscire dallo stadio”.

La prossima sfida si chiama Bayern Monaco:

“Sto imparando il tedesco – ha detto – che è molto difficile, ma scoprire nuove lingue è interessante. Il calcio europeo negli ultimi anni ha seguito l’onda del Barcellona di Guardiola, ma il bello è che non c’è una filosofia vincente, il calcio cambia velocemente. Quello che conta è la forza di un gruppo di persone che lavora insieme, l’alchimia che l’allenatore riesce a costruire con i suoi giocatori e con il suo staff”.

 

 

STRAPOTERE JUVE, LEICESTER BELLISSIMA FAVOLA, ALL’ITALIA MANCANO I TALENTI 

Ancelotti ha detto la sua anche sull’ultimo campionato:

“E’ stato un torneo avvincente per un certo periodo – ha evidenziato – poi è tornato lo strapotere della Juventus, mentre le difficoltà delle squadre blasonate sono le stesse degli anni precedenti. A livello organizzativo la Juve è all’avanguardia con il suo stadio di proprietà che è importante per stare al top in Europa garantendo un certo livello di introiti”. 

Sul miracolo inglese targato Claudio Ranieri, il tecnico ammette:

Quella del Leicester è una bellissima favola – ha aggiunto – l’anno scorso rischiava di retrocedere, quest’anno di vincere il campionato. Tutte le squadre inglesi sono crollate e il mondo intera tifa per loro”.

 

Non manca un pensiero per il Milan che, sotto la sua guida,

“per cinque anni ha vissuto un bel periodo, tre finali di Champions, sembrava tutto normale a quel tempo. Oggi è dura e ci vuole tempo per tornare ai vertici, mi auguro che con pazienza e serenità si potrà risalire”.

Sul capitolo Europei, il tecnico aggiunge che

“il calcio italiano soffre della mancanza di talenti che sono riusciti ad esprimere Spagna o Germania, ma abbiamo vinto anche in situazioni di emergenza. L’Italia non è favorita, ma può fare una bella figura”.

 

I PREMI A COSENTINO (LND) E AL PICCOLO FABRIZIO E L’OMAGGIO DEL SINDACO

In occasione della cerimonia, sono stati consegnati dei premi anche al presidente della Lnd, Antonio Cosentino, da parte del presidente della Camera di Commercio, Paolo Abramo.

Da Cosentino è arrivato il plauso per la “lezione” di calcio regalata da Ancelotti e che assume particolare importanza soprattutto per i giovani e per le migliaia di persone che ruotano al mondo dilettantistico.

Targa e foto ricordo anche per il piccolo Fabrizio Mirante, giovane calciatore di 12 anni rimasto vittima di un incidente stradale mentre rientrava a casa dall’allenamento della scuola calcio che frequentava, la Asd Promosport Taverna.

Il sindaco, prima della cerimonia, aveva dato il benvenuto della città all’atteso ospite consegnando lui due pregiati “vancali”, tipiche stole artigianali realizzate dalla Tessilart di Tiriolo.

“La presenza di Ancelotti a Catanzaro – ha detto Abramo – rappresenta un grande motivo di orgoglio per il Capoluogo su cui, anche quest’anno, grazie al Premio intitolato a Nicola Ceravolo, si sono accesi i riflettori nazionali ed internazionali. L’auspicio è che presto la città Capoluogo di regione possa tornare a calcare i palcoscenici sportivi più importanti.

Dopo la visita di Ancelotti, Catanzaro vivrà a fine giugno un altro momento di grande orgoglio sportivo in occasione del conferimento della cittadinanza onoraria a Claudio Ranieri, fautore del miracolo Leicester”.  

 

Italo Cucci, a margine della premiazione, ha poi evidenziato l’importanza del Premio da sette anni ospitato a Catanzaro:

“Tutti i personaggi che sono stati insigniti negli anni – ha commentato – hanno messo in rilievo il valore di questo riconoscimento mettendo insieme un albo d’oro che non ha altri simili in Italia.

Il premio deve restare a Catanzaro e mi auguro che presto si possa dedicare un’edizione al calcio cittadino, visto che la Calabria sta tornando nuovamente a conquistare la ribalta nazionale”. 

 

(fonte: catanzaroinforma.it)