Lezioni spirituali per giovani rossanesi | AGOGHE’
5 gennaio 2018 Share

Lezioni spirituali per giovani rossanesi | AGOGHE’

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Noi cambieremo questa terra, la cambieremo per davvero è sarà come la vedevamo da bambini, come la sognavano per noi i nostri nonni. Il malaffare forse ci sarà ma non verrà legittimato, ci saranno finanche le assunzioni a convenienza, ma la dignità sarà più audace. Che lo sappia o no chi vuole giocare sulla nostra terra, pelle e futuro. Sono e resteranno sempre dei rinnegati.

Avete visto la piazza? Si respirava unione tra i locali e i ragazzi. Unione che fa rima con Fusione, la stessa immensa sfida che dovremo affrontare per guardare ai coriglianesi come fratelli e non più come nemici. Possiamo prenderci per mano e trainarci verso il domani. Ma dobbiamo essere noi e non i vecchi parrucconi che hanno divorato anche le pietre di Torre Pinta e di Schiavonea. Si presenteranno, ne siamo sicuri, e dovremo fare capire loro che questa generazione non dimentica.

La nostra terra sta vivendo un momento capovolgente che potrà cambiare la storia di chi verrà dopo di noi. La Sibaritide ha una sola e unica grande valvola per continuare ad esistere e resistere: propagare la propria bellezza. In giro per l’Italia ci sono tante identità di “piccole Rossano che ci hanno creduto” che stanno facendo pagare moneta sonante il loro potenziale. Noi no, che peccato.

Pochissime volte nella storia recente del nostro territorio si è organizzato un Capodanno nell’Agorà principale della scalo e di questo va dato pieno merito alle giovani leve dell’Amministrazione comunale. È forse poco per lenire ai trabocchetti delle vecchie volpi dell’insediatura? Si lo è, e per il resto ci sarà tempo, spazio, il luogo e il momento.

Il dato più bello di queste vacanze di Natale è stata piazza Bernardino Lefosse, un salotto di vita e di prospettiva. E non per le istantanee luminarie che, come i fuochi di artificio il 15 Agosto provocano l’orticaria, ma per l’unione che fa la forza.

In ogni angolo dell’Italia e del mondo fate respirare Rossano, chi siete e quanto amate il vostro mare, le vostre colline e la vostra montagna. Il mondo cambia e il Sud oltre la bellezza non ti da nulla in cambio.  Molti di noi non torneranno e se lo faranno sarà solo per gli auguri e i tuffi per liberarsi dal caldo e dall’arsura. Questa città – è vero – si sta incattivendo e sta tornando indietro di 40 anni. Ma come dice il vecchio adagio: Chiu scur e menzannott u po benir. Il cambiamento passa dalla fresca brezza dei venti e trent’anni. Rossano è grande e lo sarà fino alla notte dei tempi. Magari stiamo vivendo il periodo meno prospero, ma “come era l’albero così sara il frutto”: è una meravigliosa legge di natura.

Josef Platarota

ph. Luca Latella