Una legge non produce cultura | AGOGHE’
25 novembre 2017 Share

Una legge non produce cultura | AGOGHE’

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Essere potenti è come essere una donna, se hai bisogno di dimostrarlo vuol dire che non lo sei.” Con queste parole Margaret Thatcher, politica britannica nota anche come Lady di ferro, esordì durante un’intervista al Times.

La Thatcher intendeva dire che una donna non ha bisogno di difendere la propria femminilità per affermare la propria bravura in qualsiasi campo.

Eppure, alla luce delle ingiustizie nei confronti delle donne avvenute in passato e che tuttora sono spesso in prima pagina, non si può che affermare che le battaglie non sono finite. Certo, le leggi a favore delle donne esistono, tuttavia esistono ancora discriminazioni.

In Italia, sebbene ci sia una normativa avente come oggetto parità, tutela della maternità e congedi parentali, la condizione reale della donna tra responsabilità familiari e professionali è tuttora critica.

Perché ciò accade? La risposta non è difficile: una legge non produce cultura. Una buona legge in un contesto sociale non ricettivo è destinata a rimanere inapplicata. Non basta la presenza di leggi a favore delle donne, bisogna accoglierle e promuoverne la messa in pratica.

C’è di più: negli ultimi dieci anni in Italia sono state uccise 1.740 donne, di cui 1.251 in famiglia. Il 25 novembre è la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, in ricordo di tre sorelle che nel 1960, nella Repubblica dominicana, furono strangolate perché considerate rivoluzionarie. Voi direte: “Non esiste già l’8 marzo come giornata internazionale della donna?”, avete ragione.

Nel corso dei secoli sono state organizzate migliaia di manifestazioni in difesa delle donne e migliaia di donne si sono battute per potersi emancipare. Partendo da Olympe de Gouges, che nel 1791 scrisse la Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina e dopo due anni finì sulla ghigliottina; Désirée Gay, che appoggiò la Rivoluzione del 1848 e fondò La femme libre, il primo giornale femminista della storia; Voltairine de Cleyre ed Emma Goldman, fautrici del femminismo anarchico.

Infine, nel 900, prima in Inghilterra e in un secondo momento negli Stati Uniti e in Italia, i movimenti femministi scesero in piazza, fecero pressione sui tribunali per far applicare le leggi a loro favore, organizzarono manifestazioni per ottenere la depenalizzazione, diedero vita ai primi consultori, spinsero perché venisse approvata la legge che abolisce il reato di aborto. Negli ultimi decenni del 900 le donne riuscirono ad ottenere i propri diritti, riuscirono a raggiungere il successo nella vita quotidiana. Quelle donne che allora lottavano hanno permesso alle donne delle future generazioni di avere sin da subito diritti per cui loro, invece, hanno spesso rischiato la vita.

Oggi non esiste più quel vento di cambiamento che ha liberato le donne da discriminazioni inaccettabili, che ha rilanciato parole tabù come aborto e divorzio. Oggi le donne godono di leggi a loro favore, nulla però è conquistato per sempre e i casi odierni di discriminazione e violenza lo dimostrano.

Cosa significa? Che nonostante i secoli di lotte e nonostante la presenza di leggi a favore delle donne permangono esempi di soprusi.

Le manifestazioni sono belle ed è giusto partecipare, però non bastano e questo è evidente. Le manifestazioni del passato hanno avuto ottimi risultati e le donne hanno ottenuto leggi a loro favore, oggi le manifestazioni non hanno esiti positivi, le leggi a favore delle donne esistono ma non vengono valorizzate.

Sarebbe bello trovare una soluzione per porre fine alle discriminazioni e alle violenze nei confronti delle donne; al contrario, le vittime di femminicidio aumentano e tanti assassini subiscono pene poco severe. A tal proposito si potrà forse intravedere uno spiraglio di luce poiché le deputate Mara Carfagna e Fabrizia Giuliani hanno proposto l’introduzione della pena dell’ergastolo contro gli autori di delitti nei confronti delle donne.

Questo è un messaggio rivolto sia alla società, perché valorizzi con più vigore il contributo delle donne nel mondo del lavoro e prenda provvedimenti davvero severi verso coloro che, annebbiati dall’ira e dalla violenza, molestano, violentano e uccidono le donne; sia alle donne, perché denuncino sempre i casi di soprusi e si elevino nell’animo.

Giovanna De Falco